Archive for gennaio, 2012

La Shoah, il pragmatismo e Gaber

sabato, gennaio 28th, 2012

E’ vero, si dice che i figli non debbano pagare per gli errori dei padri, ed è giusto; ma anche godere dei vantaggi economici frutto delle nefandezze dei padri (e/o delle madri), non è che sia poi tanto corretto. Questo disastrato e devastante “Giorno della Memoria” mi ha fatto riflettere anche sulla decantata superiorità del modello tedesco proposto come esempio di virtuosismo e correttezza: a quando una riflessione a tutto campo fra le varietà umane fiorite fra gli eredi del mostro nazi-fascista? Naturalmente anche a casa nostra.

E con pari dignità.

con pari dignità

Eppoi, si fa un gran parlare dei limiti giridici del processo di Norimberga, ma se allora si cercò di far passare – tra le altre cose – il concetto della responsabilità personale nella catena di comando (per capirci: alle Fosse Ardeatine il plotone d’esecuzione non eseguiva semplicemente un ordine ma partecipava e si rendeva complice di un crimine di guerra) cos’è questo trincerarsi alle spalle del diritto col motto “è la legge!” per giustificare le vessazioni giuridiche freddamente amministrate dai vari funzionari ed impiegati pubblici?. Basterebbe considerare semplicemente che chi fa un lavoro sporco si sporca (sfamandosene).

Citando il Giorgio Gaber di “la libertà è partecipazione” aggiungerei “con parità di diritti e doveri“.

PS: quello che i tedeschi sono riusciti a combinare nell’ultima Guerra Mondiale non solo è agghiacciante ma ha anche del pazzesco.

Sliding Doors |1

giovedì, gennaio 19th, 2012

Ognuno dentro al suo tubo, ci stava veramente di tutto e – senza stupide malinconie – il tempo che va si riprende ogni cosa, tranne quel che siamo e la tenerezza che resta.

enrico e franco, recanati

enrico e franco, recanati

A Michele e Lola, Pasquale, Gigi, Peppe, Germano, Enrico P.

La malafede della classe politica è un lusso (loro) non tassabile

martedì, gennaio 3rd, 2012

 

bordello

bordello

In merito alla questione Equitalia, sembra che Beppe Grillo (didascalizzato come “il popolare comico genovese” dall’illustrato Corsera) si sia permesso di affermare la necessità di «Capire le ragioni, oltre che condannare la violenza» e sommariamente analizzare la prassi dell’ente riscossore. Come conseguenza di questa legittima opinione, in tutto l’articolo oltre che irriderlo si tenta di indicarlo come uno scriteriato untore incendiario.
Ciliegina sulla torta vengono offerti come una ragionevole prova le autorevoli (ma de che?) opinioni nientepopodimeno che di Befera, Serracchiani e Capezzone.
A tal proposito mi sorviene che dai suddetti mai ho inteso d’aver udito sí tale sdegno a proposito dei privilegi da ladri di cui tutti loro si avvantaggiano coprendo in tal modo un vergognoso continuum vessatorio nei confronti dei peccatori. Si, peccatori e non necessariamente criminali. Cencio m’ha detto straccio.

PS: Mi sento vicino ad una preghiera e ad una speranza: un bel tumore al pancreas di Befera. [Un desiderio non può costituire un reato, no?] e buon anno!