Archive for the ‘banditi & briganti’ Category

Proverbi

lunedì, settembre 5th, 2016

“A cattivo lavoratore ogni attrezzo da dolore”

Mi sono imbattuto casualmente in questo proverbio (che non conoscevo come tale, ma che conoscevo nella sostanza riferito alla mia esperienza personale e professionale) e ne discutevo superficialmente con un caro amico al telefono. Abbiamo concordato facilmente su una verità pragmatica: oggigiorno, riuscire a trovare persone capaci di fare bene quello per cui sono remunerati è diventato un viaggio avventuroso come la ricerca del Sacro Graal.
Voglio chiudere con una barzelletta che condivido e approvo per intero: “dietro ad ogni richiesta di diritti dovrebbe esserci una buona pratica quotidiana di doveri”, fine della barzelletta.
La definisco così perché così è interpretata dai più ogni giorno che passa, una barzelletta detta per sorridere fra sinistri amici.
Divertente, la barzelletta, no?

asilo infantile

Delafìa! dicono a Viareggio

domenica, febbraio 21st, 2016

Pensiero della sera (32):

Stasera voglio trattare due temi che mi stanno a cuore e –ad esser sinceri– anche a testicoli… ma veniamo al dunque.
1) Mi chiedo da molti anni com’è che –indipendentemente dai loro capi, padroni, criminali, superiori o altro– il mondo dei servi non presenta alcuna differenziazione? È come se nella catena evolutiva un organismo, tra l’altro diffuso come le piattole, venga dimenticato dal processo evolutivo. Fateci caso, mentre possono esistere padroni più o meno buoni, briganti più o meno crudeli, finanzieri più o meno spregiudicati e amorali, comandanti più o meno severi o sadici, quello dei servi resta un mondo indifferenziato e letalmente immoto: servi, appunto.
2) Il mondo dei palloni gonfiati che se la tirano –forse a causa degli estrogeni (traduzione: eccessiva disponibilità di denaro e potere)– è ogni giorno più affollato, forse in virtù del fatto che il trend attuale del potere (e del “management” che lo gestisce) è quello di “armarsi” di cortigiani e incompetenti palloni gonfiati, utili a stendere una cortina di fumo attorno alla loro smidollata pochezza inviperita e arrogante. La cosa curiosa è rappresentata dal fatto che c’è una relazione di reciproca esponenzialità fra i due fenomeni: tanto maggiore è il numero dei mascalzoni al potere (in tutti i campi, non ultimo quello dei comparti cosiddetti “produttivi”) tanto più è grande l’aumento (esponenziale appunto) dei #serviecortigianicheselatirano* in circolazione.

Grazie, Viareggio!

[*nota: cortigiani è il nome “gentile” dello stesso personaggio di sempre, il servo]

inventario degli uccelli

“Inventario degli uccelli”, pubblicato. Poi esiste lo “Inventario dei Quaquaraquà”, impubblicabile, troppi volumi.

PS: […] l’umanità … la divido in cinque categorie: gli uominii mezz’uominigli ominicchii (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà (Sciascia).

Congruità

venerdì, gennaio 29th, 2016

[da Televideo] 29/01/2016 21:01
Fisco, studi settore: esiti ‘incongrui’
Un contribuente su tre che fa ricorso agli studi di settore mostra una posizione “non congrua” rispetto ai ricavi dichiarati, mentre oltre la metà è “non coerente” rispetto ai principali indcatori dell’attività economica svolta. E’ quanto emerge dai dati dell’Agenzia delle Entrate. Negli anni 2012-2014 le posizioni non congrue sono passate dal 26% a circa il 34%, mentre quelle non coerenti sono aumentate dal 47% al 57% del totale. Un incremento verificatosi malgrado i correttivi applicabili per la crisi economica.

cine set

cine set

Il discorso è autenticamente serio.
Anni fa ho lavoravo come direttore di produzione cinetelevisivo (l’ho fatto per circa 15 anni, ho smesso all’incirca nel ’95 del secolo scorso) affiancando l’attività principale che svolgo da una vita, quella di fotografo. Per farla breve, ad un certo punto della mia carriera —a causa di una sempre più rapida trasformazione del mercato— mi sono visto costretto a chiudere la partita iva (cioè a liquidare la mia ditta individuale, sentendomi calvinisticamente incapace) perché le aspettative del sistema fiscale non erano congrue rispetto alle mie condizioni reali: in parole povere, guadagnavo meno di quanto il sistema fiscale pretendeva da me.
La morale? La morale non è un principio ma un dato di fatto. Mi spiego meglio: il mio produttore ha giustamente —dal suo punto di vista— accumulato grandi somme eppure la sua dichiarazione dei redditi era inferiore alla mia. 🙂
Nel frattempo, sono invecchiato e… cresciuto in consapevolezza. Quindi cara Agenzia delle Entrate noi abbiamo rivisto le nostre vite, voi rivedete i vostri parametri del cazzo.