Posts Tagged ‘sanità pubblica’

Eppoi ci sono i ricordi…

lunedì, agosto 1st, 2016

Mio nonno Alessandro, che non ho conosciuto direttamente, era infermiere all’ospedale di Recanati. Morì prima che io nascessi. Ricordo che quand’ero un bambino di pochi anni sua moglie -mia nonna Genoveffa, un autentico monumento di napoletanità- riceveva praticamente ogni sabato il saluto e l’omaggio di gente comune, i più erano contadini.
Polli e uova erano parte integrante di quel saluto e di quell’omaggio, e non erano mazzette di deferenza equivoca, erano attestati di riconoscente tenerezza in ricordo del nonno e della sua umanità. Più volte nel corso degli anni mi è ritornato quel ricordo, ed ho pensato che non ho mai conosciuto infermieri a cui venisse offerto quel tributo di memoria. Altri tempi e altra Sanità.
Oggi Roberto avrebbe compiuto 52 anni, in altri tempi e con un’altra Sanità. Ciao Roberto, e scusaci se siamo impegnati a parlare dell’Isis invece di conservare il rispetto per la vita dignitosa delle persone.

Ciao Roberto, ciao.roberto_karlo006

Andando in folle

venerdì, maggio 20th, 2011
roberto, recanati 1975

roberto, recanati 1975

Non so se esiste una gerarchia di bontà o bellezza della malattia, fatto sta che alcune malattie risultano più “simpatiche” di altre: la ricerca sul cancro ha mobilitato enormi risorse con risultati a volte significativi a volte modesti e la stessa cosa può dirsi parlando dell’AIDS mentre nel caso della chirurgia estetica osserviamo il paradosso di rincorrere una domanda tutta volta a risolvere problematiche legate all’apparire su cui gira un vorticoso flusso di denaro.

divisione psichiatrica, civitanova marche 2000

divisione psichiatrica, civitanova marche 2000

Il caso della malattia mentale (che si parli di follia autismo depressione o schizofrenia poco cambia) si presenta come una modalità a parte, già connotato com’è di valenze sociologiche legate a ciò che comunemente viene definito “politically correct”. L’approccio terapeutico presume già di poter prescindere dalla tipologia di trattamento e dalla speranza di successo come obiettivo della “cura”.

roberto, divisione psichiatrica, civitanova marche 2000

roberto, divisione psichiatrica, civitanova marche 2000

Mi rode un dubbio: quando provo a considerare i risultati di una politica sociale tesa al rispetto del portatore di handicap mi chiedo se le problematiche legate ai portatori di handicap non siano l’alibi per il meccanismo economico che muove la sanità su questo versante.

roberto, giardino dei tarocchi 2002

roberto, giardino dei tarocchi 2002

Dico questo perché nel caso delle malattie mentali l’approccio è più che altro di carattere chimico: i soggetti che si ritrovano nell’inferno della malattia vengono trattati più che altro con antidepressivi e sedativi.
Quelle che vengono definite strutture di accoglienza e sostegno per il reinserimento il più delle volte le volte sono luoghi dove gli stessi soggetti non hanno nessuna speranza di uscirne altro che da morti.
roberto, conero 2006

roberto, conero 2006

L’atteggiamento verso la malattia mentale procede da un iniziale compassione a buon mercato fino all’insofferenza verso l’incapacità del malato stesso di “collaborare” e rispondere positivamente alle “aspettative” dei team medici. Questo fa si che le massicce dosi di farmaci vengono normalmente aumentate fino allo stordimento completo del paziente e all’insorgenza frequente delle sole controindicazioni annunciate nei bugiardini dei farmaci stessi.

roberto, ospedale di macerata 2008

roberto, ospedale di macerata 2008

Per intendersi è come se un malato terminale di cancro la cui malattia non recede fosse sottoposto ad una overdose di radiazioni per uccidere il suo male “ostinato”: è facile intuire l’esito ovvio di tale approccio. Nel caso della malattia mentale questo atteggiamento rappresenta la normale prassi.

A monte di tutto questo non c’è la cattiva volontà del singolo tranne – mi auguro – in rare occasioni, bensì un atteggiamento consolidato di disinteresse di disagio e di colpevole incapacità di confronto di tutto il corpo sociale: come a dire “proteggiamo le balene”.  Ma vien da dire: “e i tonni?” Di quelli, non gliene frega un cazzo a nessuno.

roberto, museo del calcio, firenze 2010

roberto, museo del calcio, firenze 2010

Nessuna struttura pubblica né alcun uomo politico ammetterebbe mai pubblicamente una cosa di questo genere. Eppure tutto questo viene praticamente perseguito ogni giorno con l’uso di strutture inadeguate conoscenze inadeguate approcci ed economie inadeguate: quindi nei fatti la percezione di disinteresse è sostanzialmente vera.

roberto, firenze 2010

roberto, firenze 2010

Post scriptum: prendete un bambino qualunque di sei anni, privatelo dell’amore materno, trattatelo per quarant’anni con psicofarmaci, sottraetegli ogni forma di cultura e ogni stimolo sociale, quindi sbattetelo in più istituti psichiatrici abbandonato a se stesso e vedrete che cocktail ne scaturisce. Quello che ha assaggiato Roberto. Lo stesso tipo.

 

roberto, srr, recanati 2011

roberto, srr, recanati 2011