Archive for marzo, 2013

Cambiamenti e lavatrici

lunedì, marzo 25th, 2013

Le ultime elezioni dimostrano ancora una volta che non abbiamo capito la lezione. A fronte di un cambiamento nel corpo elettorale, da tutti definito come epocale e rivoluzionario, il momento della scelta del candidato/partito resta delegato al fideismo più bieco. I dubbi e le perplessità in merito alle sparate virtù di un candidato premier come Renzi valgono ovviamente per chiunque si presenti nell’arena politica. Mi pare necessario sottolineare con forza sempre maggiore che il vero merito non può e non deve essere rappresentato dall’indiscussa capacità di saper comunicare; prima di questo occorre verificare che cosa comunicare e da quale pulpito (del mondo del saper fare).

Il voler attribuire a tutti i costi un valore positivo all’utilizzo della rete, come fosse la panacea per tutti i mali, a prescindere dall’intelligenza e dalla cultura (non solo informatica) degli utilizzatori è un po’ come attribuire genialità alla bontà tecnologica di una lavatrice trascurando i risultati concreti che questa può produrre. In parole povere per ciò che concerne la lavatrice suddetta mi interessa che faccia un bucato pulito con costi accettabili ed in tempi certi.

lavatrice

lavatrice


L’entusiasmo che ho sempre avuto nei confronti della crescita potenziale della libertà di tutti attraverso la rete ha sempre avuto presente la domanda base (valida per ogni strumento): ma… funziona?

Dall’ormai lontano 1995 ho avuto modo di osservare dal di dentro la lenta e inesorabile trasformazione della potenziale libertà di tutti nell’internettificio per tutti; ho avuto modo di osservare come la stragrande maggioranza di coloro che si esprimono attraverso la rete hanno pensieri che non superano i 160 caratteri di un SMS, peraltro gran parte di quegli stessi caratteri disposti malamente e senza sapienza alcuna. Resto convinto che la libertà passa attraverso la conoscenza, la fatica dell’apprendere, l’umiltà e la tenacia dell’imparare. Che razza di libertà e di democrazia possiamo attenderci dal far esprimere un perfetto idiota?

Vittorio Sgarbi (nonostante sia indifendibile per la caratterialità a dir poco estroversa che lo caratterizza) non riesce a trattenere l’indiscutibile intelligenza e sensibilità estetica che lo distinguono; mi permetto di indicare l’ultima che ho ascoltato (a Servizio Pubblico): “nessun politico e nessun governo in questo paese riuscirà a portarci in direzione del progresso e della civiltà senza riuscire a coniugare capacità di governo e cultura”.
Per quanto tempo ancora dovremo nasconderci il vero cortocircuito che favorirebbe un’autentica rinascita all’insegna del rispetto della storia e della capacità di ciascuno?

Il Sindaco delle anime morte (e la fabbrica dei premier)

martedì, marzo 19th, 2013

Qualche giorno fa si materializzava un’ovazione per le ultime affermazioni di Matteo Renzi: il consenso sembra quasi unanime, gli si appella la capacità di una premiership fondata sulla sua cosiddetta buona comunicazione. I suoi meriti risiedono tutti nella sua presunta capacità di polarizzare l’attenzione di quella parte dell’elettorato che mai appoggerebbe un programma di sinistra: non mi pare un gran merito. Da parte sua Matteo (per il quale ho un’autentica simpatia umana) può fregiarsi a buon diritto della trasparente onestà dell’aver accettato il responso delle ultime primarie che lo hanno visto bocciato(!). Tutti gli altri meriti e le qualità politiche che gli vengono attribuite nessuno intende rimetterle in discussione né verificarle, e questo in barba forse all’enorme differenza che esiste fra l’abilità di vincere una competizione politica (a dir bene fondata illusionisticamente sulla retorica) e la capacità (molto reale) di amministrare quella stessa vittoria – quotidianamente – col miglioramento della qualità della vita dei suoi amministrati.

firenze: san... buca!

firenze: san... buca!

Inutile nascondersi che lo stesso concetto di qualità della vita meriterebbe un’analisi profonda di “semantica sociale” in cui coinvolgere le componenti più sofferenti della popolazione; quelle stesse componenti che il più delle volte accettano supinamente gli standard che… i meno sofferenti gli attribuiscono.

Ritornando a noi mi chiedo stupidamente quali straordinari processi soggiacciano alla produzione di queste autentiche fabbriche di potenziali premier (liberisti innanzitutto!) che sono i partiti: nessuno a chieder conto a questi signori del banale interrogativo (“nella pratica, ha dimostrato di esserne capace?”) che sarebbe posto a chiunque si offrisse verbalmente di operare in qualunque disciplina.

Parlando dell’incertezza del concetto di benessere o di qualità della vita, viene inevitabile sottolineare come altrettanto discutibile possa essere il concetto di percezione di buon governo; eppure quella stessa percezione tanto discutibile accompagna inevitabilmente un atteggiamento molto diverso da parte dei cittadini verso il proprio governo locale o nazionale. È sulla base di quella percezione che la collettività orienta la propria “cittadinanza” e – in senso esteso – il proprio ottimismo produttivo. È sulla base di quella stessa percezione che, come ci insegnano i sondaggisti di casa nostra, si riesce ad identificare “l’umore” della doxa.

firenze: appartenenza

firenze: appartenenza

Sicuramente la percezione per sua natura non costituisce prova provata né per l’accusa né per la difesa di qualunque leader politico: il giudizio, figlio del fare, si rivela spesso figlioccio dell’affabulazione e del condizionamento mediatico, rimandando in ogni caso la scrittura definitiva nelle mani dei vincitori (anche solo temporanei). Detto questo, ritorniamo a Gogol e alle sue “anime morte”. Quel romanzo tratteggia con evidente ironia il tentativo del protagonista Čičikov di ottenere segretamente vantaggi economici e di potere attraverso il commercio delle anime morte (dei contadini colpiti da “morte reale ma non burocratica” ovvero “iscritti all’esistere” nell’ultimo censimento). E con questo mi ricollego alla realtà fiorentina che attraverso l’abusata eredità del rinascimento in qualche modo giustifica la propria attuale incapacità di elaborare un modello di convivenza civile all’altezza dei tempi e delle necessità dei suoi cittadini. Del resto, mentre comprendo ed approvo lo sforzo di suggerire grandi soluzioni nazionali, non riesco a comprendere la cecità verso il rovinoso degrado locale che a mio avviso è sotto gli occhi di tutti.

firenze: vivibilità

firenze: vivibilità

Intendiamo davvero risolverlo con la cancellazione del finanziamento dei partiti e con il wifi libero e gratuito? Firenze divenne grande grazie all’artigianato (cioè la capacità del saper fare elevata ad arte), quello sì davvero connesso al pensiero politico della sua macchina governativa. In giro per la città, provate a chiedere se l’attuale amministrazione, continuando una tradizione ormai vecchia, viene percepita come una macchina alleata all’operosità dei suoi cittadini e alla vivibilità della città…